Paese che vai, usanza che trovi!; un detto popolare che si adatta particolarmente bene alla situazione legislativa sui casino virtuali. L’Europa, da questo punto di vista, è divisa tra Paesi che hanno una legislazione sul gioco online e Paesi con poche norme e frammentarie; non solo ma in alcuni casi ci sono stati clamorosi passi indietro nella regolamentazione del mercato del gambling online.
La Grecia ha legalizzato i casino virtuali, ma non il poker online che, però, può essere giocato legalmente nei casinò terrestri; in Francia i casino virtuali sono fuorilegge, mentre si gioca a poker live e si regolamentano le scommesse online. In Russia è previsto il divieto assoluto di giocare online, ad eccezione di alcune aree remote del paese, mentre in Bulgaria le entrate fiscali del mercato online, legale e disciplinato, generano enormi profitti.
Nel Regno Unito una legge chiamata “Gambling bill” regola in modo dettagliato il gioco nei casino virtuali ormai da moti anni; situazione molto simile anche in Austria dove da diverso tempo il gioco online è regolamentato ed i suoi proventi sottoposti a tassazione a livello governativo. La Spagna e la Polonia stanno, invece, approntando una serie di provvedimenti per disciplinare i diversi aspetti del gioco d’azzardo online.
Passo indietro, invece, per la Finlandia; il paese scandinavo doveva emanare una disciplina sui casino virtuali proprio nei mesi estivi, che è stata rimandata al prossimo anno per l’impossibilità di trovare un accordo su alcuni punti chiave della materia. Nel frattempo la Commissione giochi della CE continua a monitorare la situazione e spinge per una legislazione unitaria, ammonendo gli Stati membri perché le norme risultano eccessivamente confusionarie e frammentate.
